8 Marzo: dalla ricorrenza di un giorno,al rispetto per sempre
Domenica, 8 Marzo 2009
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Se fossi una donna oggi sarebbe la mia festa, poi riflettendoci penso che se fossi una donna questa festa oggi non la vorrei.Già una festa per ricordare 148 donne morte in una fabbrica per rivendicare i miei diritti mi sembra un pò una forzatura. Perdipiù stasera si vedranno orde di donne imitare quello che i maschietti fanno tutto l’anno , ovvero radunarsi in branco , mangiare e bere l’inverosimile , per poi assistere a quella tristezza di strip maschile tipico per questa serata. Ci diremo che almeno per una sera ci sentiamo libere dai sopprusi che riceviamo tutto l’anno.Una serata goliardica più che una ricorrenza, anche in tempi di crisi e di pericoli sempre maggiori la voglia di non pensare alla difficile situazione è più forte di ogni altra considerazione.Già, non pensiamo, che quella donna se vuole fare strada in ambito lavorativo spesso deve sottostare ad ogni genere di ricatto, quella ragazzina a passeggio col fidanzato viene stuprata in un parco, quella bambina di nove anni violentata e rimasta incinta e un medico che la fa abortire viene scomunicato dalla chiesa, quelle bambine ancora oggi a rischio di infibulazione, quelle donne che ricevono nella propria casa ogni genere di infamia, fisica e psicologica, ma soprattutto non pensiamo che tutto questo potrebbe accadere a noi.Stasera no, ci penseremo lunedi a lottare contro tutti questi abusi. Se fossi una donna oggi non festeggerei, ma essendo uomo al posto degli auguri
vi porgo il mio rispetto, e spero che da domani ve lo porgano tutti.
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